14/05/2023 i giorni di Lecce
LECCE
14-15-16-17 /05/23
DOM-LUN-(sun-mon)Lecce
MART- (thu) Lecce –
MERC-(wen) out from Lecce to Martina Franca
WE TRAVEL BY TRAIN FROM BARI – TO LECCE
GOODSTAY - Piazzetta San Giovanni dei Fiorentini 14 - 3 NIGHTS
The key are in on-side lockbox
VIDEO: PRIMO GIORNO /1 DAY
You arrive into Lecce on the FSE platforms so you have to cross over the tracks to the Trenitalia platforms and then down into the station. It takes about 20 minutes to walk to the centre of the old town. Lecce surprised us with her Baroque architecture, it’s so beautiful. A lovely laid back city. If going be sure to check and see if there are any performances in the outdoor Roman Theatre or Amphiteatre, I’d love to have attended on. Lecce is supposed to be the Florence of the south. It does have a few museums and Roman ruins (which many you can view from outside) if you are into that.
https://www.10cose.it/lecce/cosa-vedere-lecce
Located in the heart of the medieval Giudecca in Lecce, the Jewish Museum is a place for meeting, promoting culture and dialogue, besides being a reference point for discovering the traditions and the history of the Jewish community that inhabited Lecce in the late Middle Ages. Above all the Museum's aim is to enhance the cultural heritage, by reconstructing one of the missing piece of the cultural mosaic of the medieval Lecce, paying specific attention to the local Jewish community.From the will of the founding members of the Jewish Museum of Lecce the MAiDE art gallery was opened in 2022. It is dedicated to contemporary art and houses the works of international artists of Jewish and non-Jewish culture as well as a place for painting workshops and events.Monday to Saturday: 10.00 am - 7.00 pm Sundays and holidays: 10.30 am - 1.30 pm
LINK: LECCE EBRAICA
Lecce è prima di tutto una città ricca di testimonianze e opere d’arte di epoca romana, medievale e rinascimentale.
Ma Lecce è principalmente una città barocca, che qui si esprime come mai in nessuna altra città, esplode in una declinazione del tutto particolare e specifica, fino a meritarsi l’appellativo di barocco leccese. Decorazioni sgargianti che arricchiscono i rivestimenti degli edifici, i colori intensi della pietra leccese: un calcare tenero e compatto, dai colori caldi e dorati che si presta molto bene alla lavorazione con lo scalpellino.
L’arte barocca si diffuse a Lecce nel Seicento, durante la dominazione spagnola, sostituendo l’arte classica e creando uno stile che lasciava spazio alla fantasia e all’immaginazione.
Lecce viene definita la “Signora del Barocco“, ed è proprio l’arte barocca quella che caratterizza le guglie, i portali, le chiese, i monumenti e le abitazioni del centro storico. Attraversando Porta Napoli eretta nel 1548 in onore di Carlo V, si accede alla città vecchia.
Passeggiando comodamente a piedi per le vie del centro si incontrano la Chiesa di Santa Maria della Provvidenza, in piazzetta Baglivi, e quella di Santa Maria di Costantinopoli in piazzetta Addolorata. In Via Umberto I, invece, potrete ammirare il cinquecentesco Palazzo Adorno e la Basilica di Santa Croce, simbolo della città e del barocco leccese.
Senza grossa fatica si raggiunge il nucleo centrale della città, ovvero l’elegante Piazza Sant’Oronzo, cuore pulsante della vita cittadina, nella quale campeggia la celebre colonna del Santo patrono, e la scenografica Piazza del Duomo con la sfarzosa facciata laterale della Cattedrale e il suo alto campanile, il quattrocentesco palazzo del Vescovado contraddistinto dal loggiato angolare ad arcate, e il palazzo del Seminario risalente al 1700, oggi sede del Museo Diocesano di Arte Sacra, della Biblioteca Innocenziana e dell’Archivio Storico Diocesano.Per gli amanti dei giardini la Villa Comunale, situata nei pressi di Piazza Sant’Oronzo, costituirà una piacevole sosta. Intitolata a Giuseppe Garibaldi, la Villa un tempo era chiamata dai leccesi “Villa della Lupa” per la presenza di una gabbia in cui erano rinchiusi dei lupi (la lupa campeggia nello stemma della città chiamata Lupiae dai Romani).
Insieme al Teatro (in via Arte della Cartapesta), è la più importante testimonianza di epoca romana. L’Anfiteatro venne costruito nel II secolo d.C. per intrattenere, con gli spettacoli e i giochi che si svolgevano al suo interno, gli appassionati spettatori (l’edificio poteva ospitarne circa 20.000).La monumentale struttura venne completamente sepolta dalle macerie in seguito a terremoti e devastazioni e solo all’inizio del XX secolo, grazie ad alcuni lavori di scavo, è stata riportata alla luce.
La parte oggi visibile posta più in basso rispetto al livello stradale, è però appena un terzo dell’intera struttura (in pratica la metà inferiore delle tribuna coperta) che resta, probabilmente, ancora nascosta nel sottosuolo della centralissima Piazza Sant’Oronzo in quanto su di essa sorgono alcuni degli edifici storici della città.
L’Anfiteatro romano venne costruito con pilastri di tufo sormontati da un’architettura ad arcate. Delle opere scultoree recuperate, le più interessanti sono: una statua della Dea Athena (oggi esposta al Museo Castromediano), ed alcuni rilievi in marmo del parapetto che separava le due serie di gradinate raffiguranti scene di caccia e combattimenti tra uomini e animali feroci. Oggi l’Anfiteatro fa da cornice a rappresentazioni teatrali e concerti.
A circa 300 metri dall’Anfiteatro c’è l’altro grande lascito romano a Lecce: è il Teatro Romano, costruito nella stessa epoca dell’Anfiteatro, fu scoperto per caso nel 1929, durante alcuni lavori nei giardini di due palazzi adiacenti. Ancora perfettamente visibile, il Teatro poteva ospitare fino a 5.000 spettatori.
Nei pressi di Piazza Sant’Oronzo sorge il Castello voluto dal Re Carlo V nel 1539. Il progetto dell’edificio venne affidato all’architetto Gian Giacomo dell’Acaya e richiese la demolizione della Cappella di Santa Trinità e del Monastero Celestino di Santa Croce a cui furono intitolati due dei torrioni che compongono la fortezza.Il Castello, costruito su una pre- esistente fortificazione realizzata tra il XIII e il XIV secolo, presenta due strutture concentriche separate da un cortile intermedio, quattro bastioni angolari (S. Giacomo, S. Croce, S. Trinità e S. Martino)a punte lanceolate, mura possenti e un fossato colmato nel 1872.Per lungo tempo la fortificazione ha svolto funzioni di difesa del territorio, successivamente una delle sue sale fu adibita per ospitare spettacoli teatrali (XVIII secolo), in seguito funzionò come caserma e distretto militare (dal 1870 al 1979).
Piazza Sant’Oronzo è la principale piazza di Lecce, il salotto cittadino, da sempre luogo di incontro e di ritrovo. Negozi, caffè, uffici affollano la suggestiva piazza ovale la cui pavimentazione è ornata da un mosaico raffigurante lo stemma della città: la Lupa sotto un albero di leccio e la corona con 5 torri.
Piazza Sant'Oronzo a Lecce In passato era conosciuta come la “piazza dei mercanti” per la massiccia presenza di botteghe e attività commerciali poi scomparse per far spazio all’edificio che avrebbe dovuto ospitare la sede della Banca d’Italia (XX secolo).
Dal 1656 la piazza è intitolata al Santo patrono della città: si racconta che durante l’epidemia di peste che si abbatté su tutto il Regno di Napoli, Lecce venne risparmiata grazie alla mediazione di Oronzo, protovescovo della città. Come segno di ringraziamento, i leccesi fecero erigere sulla piazza una colonna votiva (29 m.) sulla quale venne posta la statua del santo nell’atto di benedire la città.
La colonna di Sant’Oronzo è solo una delle tante attrattive della piazza che in parte è occupata dai resti dell’Anfiteatro Romano, ma che racchiude anche il Sedile, anche noto come Palazzo del Seggio (1592) – o meglio quel che ne resta (una loggia quadrangolare con arcate ogivali) – ex sede del Municipio e oggi adibito per ospitare mostre d’arte ed esposizioni.
C’è poi l’antica Chiesa di San Marco (a lato del Sedile), ricordo di un insediamento veneto presente in città (da notare la lunetta in cui è scolpito un Leone di San Marco, simbolo della Serenissima), e la Chiesa di Santa Maria della Grazia, eretta nel 1590 in seguito al ritrovamento di un affresco trecentesco raffigurante la Vergine col Bambino, tutt’ora custodito nella chiesa.
Il Duomo di Lecce si erge nell’omonima Piazza e rappresenta il fulcro della vita religiosa della città. La Cattedrale dedicata a Maria SS. Assunta, venne costruita nel 1144, fu ristrutturata nel 1230 per essere poi completamente ricostruita nel 1659 da Giuseppe Zimbalo per volere del vescovo Luigi Pappacoda.All’architetto leccese si deve anche il campanile a cinque piani, l’ultimo dei quali è sormontato da una cupola ottagonale sulla quale è posta una statua in ferro raffigurante Sant’Oronzo.
La facciata principale sulla quale sono scolpite le statue dei santi Gennaro e Ludovico e degli apostoli Pietro e Paolo, è molto sobria e raffinata a dispetto di quella secondaria più sfarzosa, disegnata secondo le linee del barocco leccese, culminante con la statua di Sant’Oronzo tra le statue di San Giusto e San Fortunato, compatroni di Lecce.La facciata principale lascia percepire l’organizzazione della spazio interno diviso in tre navate separate da pilastri a semicolonne. La navata centrale e il transetto sono sormontati da un soffitto in legno dove sono incastonate alcune opere di Giuseppe di Brindisi tra cui “Il Martirio di Sant’Oronzo” e “L’Ultima Cena”.
L’interno barocco conserva pregevoli stucchi, pavimenti in marmo e altre numerose tele di grande valore artistico e ben dodici altari riccamente ornati tra cui quello maggiore dedicato alla Vergine Assunta in marmo e bronzo dorato di fattura napoletana.
La Basilica di Santa Croce con l’attiguo Convento dei Celestini (ora Palazzo del Governo) è uno dei maggiori complessi architettonici della città e soprattutto, il più significativo esempio di barocco leccese, specialmente per l’opulenza delle decorazioni della facciata principale.Tra il XVI e XVII secolo, i più grandi architetti salentini – Riccardi, Penna e Zimbalo La parte inferiore, in stile rinascimentale, è divisa da sei colonne lisce con capitelli zoomorfi che sostengono una trabeazione riccamente decorata con leoni e donne dal seno nudo. Al di sopra del fregio, sei figure umane e sette animali (telamoni) sorreggono la balaustra in pietra leccese ornata da 13 puttini che abbracciano i simboli del potere temporale e spirituale.Sulle porte laterali vi sono gli stemmi dell’ordine dei Celestini e di Santa Croce, mentre sul portale maggiore, fiancheggiato da due coppie di colonne, si trova lo stemma di Filippo III di Spagna.La seconda parte della facciata è dominata dal bellissimo rosone centrale di ispirazione romanica affiancato da due nicchie con le statue di San Benedetto e San Celestino.All’estremità si ergono due statue femminili simboleggianti la Fede e la Fortezza. Infine, sulla sommità, il timpano con al centro il trionfo della Croce. L’interno articolato in tre navate suddivise da alte colonne è altrettanto sontuoso. La navata centrale è sormontata da un soffitto ligneo a cassettoni dorati mentre quelle laterali hanno volte a crociera e presentano sette cappelle per lato ognuna delle quali ospita altari riccamente decorati e tele del XVII e XVIII secolo.
Lecce, città delle chiese. una miriade di altre chiese (circa 40) sono disseminate per la città.
Tra le più antiche, va menzionata la Chiesa dei Santi Nicolò e Cataldo nel cimitero della città: costruita in epoca medievale (1180) per volere di Tancredi d’Altavilla, ultimo re dei Normanni, venne ristrutturata nel 1716 acquistando un’impronta barocca ma preservando sempre elementi del suo stile originario.
Tra le più originali, non si può non citare la Chiesa di San Matteo (1667 – 1700) con la sua singolare facciata curvilinea che ricorda la chiesa romana di San Carlo alle Quattro Fontane. L’edificio presenta una complessa facciata barocca a due ordini mentre l’interno a pianta ellittica è delimitato da cappelle ad arco contenenti altari ricchi di decori.
Magnifico quello di San Matteo con al centro la statua lignea del santo (1691).
E’ collocata perfettamente al centro della città la bella chiesa intitolata a Sant’Irene, patrona di Lecce fino al 1656. Edificata nel ‘500 dall’ordine dei Teatini sul modello delle chiese di Sant’Andrea della Valle a Roma, di Sant’Andrea delle Dame e di San Paolo Maggiore di Napoli, l’edificio religioso presenta sul portale maggiore la statua della santa e sull’alto frontone lo stemma della città (la lupa sotto il leccio coronato).
Qui ci sono alcune delle spiagge più belle del mondo: Punta Prosciutto, Punta della Suina, Porto Selvaggio e altre, non a caso, hanno tutte denominazioni che rimandano alle Maldive e ai Caraibi.
Poi ci sono i borghi, alcuni molto famosi, anche troppo, come Otranto e Gallipoli, presi d’assalto a luglio e agosto e da godersi un po’ fuori stagione. Poi ci sono quelli meno famosi, ma vere scenografie in pietra da non perdere: Galatina, Nardò, Specchia, non sono il primo pensiero del turista in Salento ma meritano più di qualche giorno di attenzione.
Cosa mangiare a Lecce
Verdure e legumi sicuramente non mancano sulle tavole: vengono solitamente cucinati un una pentola di terracotta, conditi con olio extravergine di oliva e serviti con le friselle (pane tostato e biscottato).
Tra i piatti tipici sono da menzionare il rustico leccese, due dischi di pasta sfoglia ripieni di mozzarella, besciamella, pomodoro, pepe e noce moscata; la puccia, un pane di grano duro di forma tonda e piccolina che, se non deve essere farcito, prevede nell’impasto le olive nere: attenti a i denti, perché le olive non sono snocciolate!
Se non avete gusti difficili, sono da provare anche le municeddhe, lumachine che si raccolgono quando hanno formato intorno all’apertura una membrana bianca che ricorda il colore del vestito monacale (mudiceddhe significa appunto monache).
Per i dolci non c’è che l’imbarazzo della scelta; oltre al famosissimo pasticciotto leccese, che va mangiato rigorosamente caldo, c’è da provare un’infinità di delizie preparate con la pasta di mandorla.
Lecce is above all a city rich in testimonies and works of art from the Roman, medieval and Renaissance periods.
But Lecce is primarily a Baroque city, which is expressed here as never before in any other city, exploding in a completely particular and specific declination, to the point of earning the nickname of Lecce Baroque. Bright decorations that enrich the cladding of the buildings, the intense colors of Lecce stone: a soft and compact limestone, with warm and golden colors that lends itself very well to working with a stonemason.Baroque art spread in Lecce in the seventeenth century, during the Spanish domination, replacing classical art and creating a style that left room for fantasy and imagination.Lecce is called the "Lady of the Baroque", and it is precisely the Baroque art that characterizes the spiers, portals, churches, monuments and houses of the historic center. Crossing Porta Napoli built in 1548 in honor of Charles V, you enter the old city.Walking comfortably on foot through the streets of the center, you come across the Church of Santa Maria della Provvidenza, in Piazzetta Baglivi, and that of Santa Maria di Costantinopoli in Piazzetta Addolorata. In Via Umberto I, on the other hand, you can admire the sixteenth-century Palazzo Adorno and the Basilica of Santa Croce, symbol of the city and of the Leccese Baroque.Without much effort you can reach the central nucleus of the city, that is the elegant Piazza Sant'Oronzo, the beating heart of city life, in which the famous column of the patron saint stands out, and the spectacular Piazza del Duomo with the sumptuous side facade of the Cathedral and its tall bell tower, the fifteenth-century Palazzo del Vescovado distinguished by its corner arcaded loggia, and the Palazzo del Seminario dating back to the 1700s, now home to the Diocesan Museum of Sacred Art, the Innocenziana Library and the Diocesan Historical Archive. For lovers of gardens the Villa Comunale, located near Piazza Sant'Oronzo, will be a pleasant stop. Named after Giuseppe Garibaldi, the Villa was once called by the people of Lecce "Villa della Lupa" due to the presence of a cage in which wolves were locked up (the she-wolf stands out in the coat of arms of the city called Lupiae by the Romans).
Together with the Theater (in via Arte della Cartapesta), it is the most important testimony of the Roman era. The Amphitheater was built in the 2nd century AD. to entertain the passionate spectators with the shows and games that took place inside it (the building could accommodate around 20,000). The monumental structure was completely buried by the rubble following earthquakes and devastation and only at the beginning of the 20th century , thanks to some excavation works, has been brought to light.
The part visible today located lower than the street level, however, is just a third of the entire structure (practically the lower half of the covered grandstand) which probably remains hidden in the subsoil of the central Piazza Sant'Oronzo as on some of the historic buildings of the city rise from it.The Roman Amphitheater was built with tufa pillars surmounted by an arched architecture. Of the sculptural works recovered, the most interesting are: a statue of the Goddess Athena (today exhibited in the Castromediano Museum), and some marble reliefs of the parapet that separated the two series of steps depicting hunting scenes and fights between men and wild animals. Today the Amphitheater is the setting for theatrical performances and concerts.About 300 meters from the Amphitheater is the other great Roman legacy in Lecce: the Roman Theater, built in the same period as the Amphitheater, was discovered by chance in 1929, during some work in the gardens of two adjacent buildings. Still perfectly visible, the Theater could accommodate up to 5,000 spectators.
Near Piazza Sant'Oronzo stands the Castle commissioned by King Charles V in 1539. The building project was entrusted to the architect Gian Giacomo dell'Acaya and required the demolition of the Chapel of the Holy Trinity and the Celestine Monastery of Santa Croce in which two of the towers that make up the fortress were named after. The Castle, built on a pre-existing fortification built between the 13th and 14th centuries, has two concentric structures separated by an intermediate courtyard, four corner bastions (S. Giacomo, S. Croce, S. Trinità and S. Martino) with lanceolate points, mighty walls and a moat filled in 1872. For a long time the fortification performed territorial defense functions, later one of its halls was used to host theatrical performances (18th century ), later functioned as a barracks and military district (from 1870 to 1979).
Piazza Sant'Oronzo in Lecce In the past it was known as the "merchant square" due to the massive presence of shops and commercial activities which later disappeared to make room for the building that was supposed to house the headquarters of the Bank of Italy (20th century).
Since 1656, the square has been named after the patron saint of the city: it is said that during the plague epidemic that struck the whole Kingdom of Naples, Lecce was spared thanks to the mediation of Oronzo, protobishop of the city. As a sign of thanks, the people of Lecce had a votive column erected in the square (29 m.) on which the statue of the saint was placed in the act of blessing the city.The column of Sant'Oronzo is just one of the many attractions of the square which is partly occupied by the remains of the Roman Amphitheater, but which also contains the Sedile, also known as Palazzo del Seggio (1592) – or rather what remains of it ( a quadrangular loggia with ogival arches) – former seat of the Town Hall and now used to host art shows and exhibitions.Then there is the ancient Church of San Marco (on the side of the Sedile), a reminder of a Venetian settlement present in the city (note the lunette in which a Lion of San Marco, symbol of the Serenissima, is carved), and the Church of Santa Maria della Grazia, built in 1590 following the discovery of a fourteenth-century fresco depicting the Virgin and Child, still kept in the church.
The Cathedral of Lecce stands in the square of the same name and represents the hub of religious life in the city. The Cathedral dedicated to Maria SS. Assunta, was built in 1144, was restructured in 1230 to then be completely rebuilt in 1659 by Giuseppe Zimbalo at the behest of bishop Luigi Pappacoda. The five-story bell tower is also due to the architect from Lecce, the last of which is surmounted by a octagonal dome on which an iron statue depicting Sant'Oronzo is placed.
The main facade on which the statues of Saints Gennaro and Ludovico and the apostles Peter and Paul are carved, is very sober and refined in spite of the more sumptuous secondary one, designed according to the lines of the Lecce Baroque, culminating with the statue of Sant'Oronzo between the statues of San Giusto and San Fortunato, co-patrons of Lecce. The main façade lets us perceive the organization of the internal space divided into three naves separated by semi-column pillars. The central nave and the transept are surmounted by a wooden ceiling where some works by Giuseppe di Brindisi are set, including "The Martyrdom of Sant'Oronzo" and "The Last Supper".
The Baroque interior preserves valuable stuccos, marble floors and numerous other canvases of great artistic value and twelve richly decorated altars including the main one dedicated to the Virgin of the Assumption in marble and gilded bronze of Neapolitan manufacture.
The Basilica of Santa Croce with the adjoining Celestine Convent (now Government Palace) is one of the major architectural complexes of the city and above all, the most significant example of Lecce Baroque, especially for the opulence of the decorations on the main facade. Among the 16th and 17th centuries, the greatest Salento architects – Riccardi, Penna and Zimbalo The lower part, in Renaissance style, is divided by six smooth columns with zoomorphic capitals which support an entablature richly decorated with lions and women with bare breasts. Above the frieze, six human figures and seven animals (telamones) support the balustrade in Lecce stone decorated with 13 putti who embrace the symbols of temporal and spiritual power. On the side doors there are the coats of arms of the order of the Celestines and of Santa Cross, while on the main portal, flanked by two pairs of columns, is the coat of arms of Philip III of Spain. The second part of the facade is dominated by the beautiful central rose window of Romanesque inspiration flanked by two niches with the statues of San Benedetto and San Celestino. At the end stand two female statues symbolizing Faith and Fortitude. Finally, on the top, the tympanum with the triumph of the Cross in the centre. The interior divided into three naves divided by tall columns is equally sumptuous. The central nave is surmounted by a wooden ceiling with gilded coffers while the lateral ones have cross vaults and have seven chapels on each side, each of which houses richly decorated altars and canvases from the 17th and 18th centuries.Lecce, city of churches. a myriad of other churches (about 40) are dotted around the city.Among the oldest, the Church of Saints Nicolò and Cataldo in the city cemetery should be mentioned: built in the Middle Ages (1180) at the behest of Tancredi d'Altavilla, the last king of the Normans, it was renovated in 1716 acquiring a Baroque imprint but preserving always elements of his original style.
Among the most original, one cannot fail to mention the Church of San Matteo (1667 - 1700) with its singular curvilinear facade that recalls the Roman church of San Carlo alle Quattro Fontane. The building has a complex two-order Baroque façade while the elliptical interior is delimited by arched chapels containing richly decorated altars.
Magnificent that of San Matteo with the wooden statue of the saint in the center (1691).
The beautiful church dedicated to Sant'Irene, patron saint of Lecce until 1656, is perfectly located in the center of the city. Built in the 16th century by the order of the Theatines on the model of the churches of Sant'Andrea della Valle in Rome, delle Dame and San Paolo Maggiore in Naples, the religious building has the statue of the saint on the main portal and the coat of arms of the city (the she-wolf under the crowned holm oak) on the high pediment.
Here are some of the most beautiful beaches in the world: Punta Prosciutto, Punta della Suina, Porto Selvaggio and others, not surprisingly, all have names that refer to the Maldives and the Caribbean.Then there are the villages, some very famous, even too famous, such as Otranto and Gallipoli, besieged in July and August and to be enjoyed a bit out of season. Then there are the less famous ones, but real stone settings not to be missed: Galatina, Nardò, Specchia, are not the first thought of the tourist in Salento but deserve more than a few days of attention.
What to eat in Lecce
Vegetables and legumes are certainly not lacking on tables: they are usually cooked in an earthenware pot, seasoned with extra virgin olive oil and served with friselle (toasted bread).
Among the typical dishes we should mention the rustic Lecce, two discs of puff pastry filled with mozzarella, béchamel, tomato, pepper and nutmeg; the puccia, a round and small durum wheat bread which, if it does not have to be stuffed, includes black olives in the dough: be careful of your teeth, because the olives are not pitted!
If you don't have picky tastes, you should also try the municeddhe, small snails that are collected when they have formed a white membrane around the opening that recalls the color of the nun's dress (mudiceddhe means precisely nuns).
For desserts you are spoiled for choice; in addition to the famous Lecce pasticciotto, which must be eaten strictly hot, there is an infinite number of delights prepared with almond paste to try.
CAFFE ALVINO OLD MARKET WINE
PASTECCERIA NATALE
Le quattro porte di Lecce, tre perché una è stata distrutta, non sono solo gli antichi ingressi di Lecce. Raccontano la storia della città C’è stato un tempo in cui l’unico modo per entrare a Lecce era quello di attraversare una delle sue quattro porte. Alcune prendono il nome dalla strada su cui si affacciavano, altre dal Santo a cui furono dedicate. Ognuna, con la sua storia e i suoi simboli, difendeva la città dalla sua posizione strategica lungo l’antico muro di cinta voluto da Carlo V come sistema di difesa dagli attacchi. Oggi, questi imponenti monumenti proteggono il centro storico. Ne manca una, porta San Martino distrutta nell’ottocento, ma le altre tre Porta Rudiae, Porta Napoli e Porta San Biagioincantano ancora i turisti e raccontano un pezzo della città, un passato millenario che è riuscito a resistere.
Porta Rudiae
Percorrendo via Adua si incontra Porta Rudiae. Crollata nel XVII secolo e ricostruita sulle macerie di quella vecchia nel 1703, grazie al nobile Prospero Lubelli, si affacciava sulla strada che conduceva all’antica città distrutta di Rudiae. In alto domina la statua di Sant’Oronzo, ma il protettore del capoluogo non è solo: c’è anche Santa Irene e San Domenico. Sull’epigrafe è scolpita la leggenda della nascita della città, motivo per cui sulle sue quattro colonne ci sono i busti dei fondatori Malennio, Euippa, Dauno e Idomeneo. Sacro e pagano si mescolano sull’imponente facciata. A lungo Porta Rudiae è stata il principale ingresso della città, almeno fino a quando non fu costruita la “strada nuova”. Da allora, il suo prestigio è passato a Porta Napoli.
Porta Napoli
Fu costruita nel 1548, su disegno del noto architetto locale Giangiacomo dell’Acaya, da Ferrante Loffredo in onore dell’imperatore Carlo V. Avrebbe dovuto celebrare la sua visita in città, mai avvenuta. Come suggerisce il suo nome, per recarsi verso il Regno di Napoli bisognava percorrere questa strada. L’opera, costruita sul luogo dell’antica porta San Giusto, presenta sulla una facciata due colonne corinzie caratterizzate dall’immancabile stemma degli Asburgo, un’aquila a due teste. Sull’architrave, invece, sono ricordate, in latino, le gesta compiute dall’imperatore. Conosciuta anche come Arco di trionfo, è stata per molti secoli la porta di rappresentanza della città.
Porta San Biagio
Porta San Biagio, che sorveglia piazza d’Italia, è dedicata al vescovo e prese il nome da un’antichissima cappella medievale che nel 1634 attirava la devozione dei leccesi. Anche in questo caso, fu ricostruita nel 1774 per volere del governatore Tommaso Ruffo. Sulla porta, “sorretta” da due colonne a fusto lisce, sono presenti sia gli stemmi di Ferdinando IV di Borbone che quelli della città di Lecce. L’omaggio a San Biagio è dato dalla sua scultura, posta in alto al di sopra dell’epigrafe commemorativa.
Porta San Martino
Porta San Martino, di cui esiste solo qualche antichissima riproduzione, si trovava all’imbocco di via Matteotti. Fu distrutta su ordine del decurionato perché a suo parere oscurava la bellezza del palazzo d’Intendenza, oggi l’attuale Prefettura.
piazza Sant’Oronzo
Il mosaico della lupa in piazza Sant’Oronzo è una delle particolarità da ammirare, camminando nel cuore del centro storico di Lecce. Il sedile, l’antico anfiteatro romano, le chiese, i palazzi, i gioielli architettonici non offuscano la bellezza di questo ‘disegno’ dello stemma della città, realizzato da Giuseppe Nicolardi nel lontano 1953. Un lavoro certosino dell’artista, che ha potuto contare sull’aiuto prezioso del padre e del fratello. Ogni tessera è stata lavorata a mano, smussando le pietre delle scogliere del Capo di Leuca e di Santa Cesarea Terme. 4 mesi per realizzare l’opera che incuriosisce i turisti in vacanza nel Salento. Non c’è “straniero” che non si fermi a fotografare il disegno dell’animale che con un sorriso beffardo ‘cammina’ davanti ad un rigoglioso albero di leccio verde.
Tasselli mancati (anche a causa di alcuni maleducati che hanno ben pensato di portar via un “ricordo” di Lecce prelevando qualche tessera), sporcizia legata al tempo, usura per il continuo via vai, avevano intaccato la rara bellezza del mosaico che appariva opaco, poco brillante, ma un lavoro di restauro ha restituito dignità allo storico stemma della città che troneggia sull’ovale. Lì dove prima faceva ombra la statua di Sant’Oronzo.
MORE ABOUT LECCE:
Piazza del Duomo: situata nel cuore del centro storico di Lecce, questa piazza ospita la bellissima Cattedrale di Lecce e il Campanile, che offrono una vista panoramica sulla città.
Chiesa di Santa Croce: questa chiesa barocca è considerata una delle meraviglie del mondo barocco, grazie ai suoi intricati dettagli scolpiti nella pietra leccese.
Anfiteatro romano: situato nella parte nord-orientale della città, questo anfiteatro risale al II secolo d.C. e offre una vista sulla vita romana nell'antica città di Lupiae.
Castello di Carlo V: situato sulla costa orientale di Lecce, questo castello risale al XVI secolo ed è stato costruito per difendere la città dalle invasioni turche.
Museo Provinciale di Lecce: questo museo ospita una vasta collezione di reperti archeologici che documentano la storia della regione del Salento.
Baroque Architecture and Underground Walking Tour
Le quattro porte di Lecce, tre perché una è stata distrutta, non sono solo gli antichi ingressi di Lecce. Raccontano la storia della città C’è stato un tempo in cui l’unico modo per entrare a Lecce era quello di attraversare una delle sue quattro porte. Alcune prendono il nome dalla strada su cui si affacciavano, altre dal Santo a cui furono dedicate. Ognuna, con la sua storia e i suoi simboli, difendeva la città dalla sua posizione strategica lungo l’antico muro di cinta voluto da Carlo V come sistema di difesa dagli attacchi. Oggi, questi imponenti monumenti proteggono il centro storico. Ne manca una, porta San Martino distrutta nell’ottocento, ma le altre tre Porta Rudiae, Porta Napoli e Porta San Biagioincantano ancora i turisti e raccontano un pezzo della città, un passato millenario che è riuscito a resistere.Porta Rudiae
Percorrendo via Adua si incontra Porta Rudiae. Crollata nel XVII secolo e ricostruita sulle macerie di quella vecchia nel 1703, grazie al nobile Prospero Lubelli, si affacciava sulla strada che conduceva all’antica città distrutta di Rudiae. In alto domina la statua di Sant’Oronzo, ma il protettore del capoluogo non è solo: c’è anche Santa Irene e San Domenico. Sull’epigrafe è scolpita la leggenda della nascita della città, motivo per cui sulle sue quattro colonne ci sono i busti dei fondatori Malennio, Euippa, Dauno e Idomeneo. Sacro e pagano si mescolano sull’imponente facciata. A lungo Porta Rudiae è stata il principale ingresso della città, almeno fino a quando non fu costruita la “strada nuova”. Da allora, il suo prestigio è passato a Porta Napoli.
Porta Napoli
Fu costruita nel 1548, su disegno del noto architetto locale Giangiacomo dell’Acaya, da Ferrante Loffredo in onore dell’imperatore Carlo V. Avrebbe dovuto celebrare la sua visita in città, mai avvenuta. Come suggerisce il suo nome, per recarsi verso il Regno di Napoli bisognava percorrere questa strada. L’opera, costruita sul luogo dell’antica porta San Giusto, presenta sulla una facciata due colonne corinzie caratterizzate dall’immancabile stemma degli Asburgo, un’aquila a due teste. Sull’architrave, invece, sono ricordate, in latino, le gesta compiute dall’imperatore. Conosciuta anche come Arco di trionfo, è stata per molti secoli la porta di rappresentanza della città.
Porta San Biagio
Porta San Biagio, che sorveglia piazza d’Italia, è dedicata al vescovo e prese il nome da un’antichissima cappella medievale che nel 1634 attirava la devozione dei leccesi. Anche in questo caso, fu ricostruita nel 1774 per volere del governatore Tommaso Ruffo. Sulla porta, “sorretta” da due colonne a fusto lisce, sono presenti sia gli stemmi di Ferdinando IV di Borbone che quelli della città di Lecce. L’omaggio a San Biagio è dato dalla sua scultura, posta in alto al di sopra dell’epigrafe commemorativa.
Porta San Martino
Porta San Martino, di cui esiste solo qualche antichissima riproduzione, si trovava all’imbocco di via Matteotti. Fu distrutta su ordine del decurionato perché a suo parere oscurava la bellezza del palazzo d’Intendenza, oggi l’attuale Prefettura.
piazza Sant’Oronzo
Il mosaico della lupa in piazza Sant’Oronzo è una delle particolarità da ammirare, camminando nel cuore del centro storico di Lecce. Il sedile, l’antico anfiteatro romano, le chiese, i palazzi, i gioielli architettonici non offuscano la bellezza di questo ‘disegno’ dello stemma della città, realizzato da Giuseppe Nicolardi nel lontano 1953. Un lavoro certosino dell’artista, che ha potuto contare sull’aiuto prezioso del padre e del fratello. Ogni tessera è stata lavorata a mano, smussando le pietre delle scogliere del Capo di Leuca e di Santa Cesarea Terme. 4 mesi per realizzare l’opera che incuriosisce i turisti in vacanza nel Salento. Non c’è “straniero” che non si fermi a fotografare il disegno dell’animale che con un sorriso beffardo ‘cammina’ davanti ad un rigoglioso albero di leccio verde.
https://www.leccenews24.it/turismo/viaggi-itinerari/storia-quattro-porte-di-lecce.htm
Le quattro porte di Lecce, tre perché una è stata distrutta, non sono solo gli antichi ingressi di Lecce. Raccontano la storia della città C’è stato un tempo in cui l’unico modo per entrare a Lecce era quello di attraversare una delle sue quattro porte. Alcune prendono il nome dalla strada su cui si affacciavano, altre dal Santo a cui furono dedicate. Ognuna, con la sua storia e i suoi simboli, difendeva la città dalla sua posizione strategica lungo l’antico muro di cinta voluto da Carlo V come sistema di difesa dagli attacchi. Oggi, questi imponenti monumenti proteggono il centro storico. Ne manca una, porta San Martino distrutta nell’ottocento, ma le altre tre Porta Rudiae, Porta Napoli e Porta San Biagioincantano ancora i turisti e raccontano un pezzo della città, un passato millenario che è riuscito a resistere.
Porta Rudiae
Percorrendo via Adua si incontra Porta Rudiae. Crollata nel XVII secolo e ricostruita sulle macerie di quella vecchia nel 1703, grazie al nobile Prospero Lubelli, si affacciava sulla strada che conduceva all’antica città distrutta di Rudiae. In alto domina la statua di Sant’Oronzo, ma il protettore del capoluogo non è solo: c’è anche Santa Irene e San Domenico. Sull’epigrafe è scolpita la leggenda della nascita della città, motivo per cui sulle sue quattro colonne ci sono i busti dei fondatori Malennio, Euippa, Dauno e Idomeneo. Sacro e pagano si mescolano sull’imponente facciata. A lungo Porta Rudiae è stata il principale ingresso della città, almeno fino a quando non fu costruita la “strada nuova”. Da allora, il suo prestigio è passato a Porta Napoli.
Porta Napoli
Fu costruita nel 1548, su disegno del noto architetto locale Giangiacomo dell’Acaya, da Ferrante Loffredo in onore dell’imperatore Carlo V. Avrebbe dovuto celebrare la sua visita in città, mai avvenuta. Come suggerisce il suo nome, per recarsi verso il Regno di Napoli bisognava percorrere questa strada. L’opera, costruita sul luogo dell’antica porta San Giusto, presenta sulla una facciata due colonne corinzie caratterizzate dall’immancabile stemma degli Asburgo, un’aquila a due teste. Sull’architrave, invece, sono ricordate, in latino, le gesta compiute dall’imperatore. Conosciuta anche come Arco di trionfo, è stata per molti secoli la porta di rappresentanza della città.
Porta San Biagio
Porta San Biagio, che sorveglia piazza d’Italia, è dedicata al vescovo e prese il nome da un’antichissima cappella medievale che nel 1634 attirava la devozione dei leccesi. Anche in questo caso, fu ricostruita nel 1774 per volere del governatore Tommaso Ruffo. Sulla porta, “sorretta” da due colonne a fusto lisce, sono presenti sia gli stemmi di Ferdinando IV di Borbone che quelli della città di Lecce. L’omaggio a San Biagio è dato dalla sua scultura, posta in alto al di sopra dell’epigrafe commemorativa.
Porta San Martino
Porta San Martino, di cui esiste solo qualche antichissima riproduzione, si trovava all’imbocco di via Matteotti. Fu distrutta su ordine del decurionato perché a suo parere oscurava la bellezza del palazzo d’Intendenza, oggi l’attuale Prefettura.
piazza Sant’Oronzo
Il mosaico della lupa in piazza Sant’Oronzo è una delle particolarità da ammirare, camminando nel cuore del centro storico di Lecce. Il sedile, l’antico anfiteatro romano, le chiese, i palazzi, i gioielli architettonici non offuscano la bellezza di questo ‘disegno’ dello stemma della città, realizzato da Giuseppe Nicolardi nel lontano 1953. Un lavoro certosino dell’artista, che ha potuto contare sull’aiuto prezioso del padre e del fratello. Ogni tessera è stata lavorata a mano, smussando le pietre delle scogliere del Capo di Leuca e di Santa Cesarea Terme. 4 mesi per realizzare l’opera che incuriosisce i turisti in vacanza nel Salento. Non c’è “straniero” che non si fermi a fotografare il disegno dell’animale che con un sorriso beffardo ‘cammina’ davanti ad un rigoglioso albero di leccio verde.
BARBARA PROGRAM :
SUN 14/5:Train 2ndclass,8.02 Bari Centrale to Lecce @ 9.56, regionale 4389, Bigl# 1857547429/30 MUSEO HEBRAICO? Till1330 + MUST ART till 2100 + LECCE, duomo at night O/N LECCE GoodStay Al 14 [BKG#2653895759;PIN 0464]39 328 322 3282/email -cf mail keys in on-side lockbox?
2000YRS OLD, “FLORENCE OF SOUTH” W BAROQUE BLDGS: PIAZZA DUOMO -like entrance to a theatre, beautifully LIT UP AT NIGHT: Betw Piazzetta S. Chiara + Pzza Sigismondo Castromediano- street food, craft beer, cocktails; Mamma Elvira-250 local wines, underground?; intricate Basilica de Sante Croce [Baroque]1695 fr Lecce limestone, rose window, gold painted ceiling; Church of Saint Irene -1500s, home of Saint Irene, one of city’s beloved saints. Santurio San Antonio e Fulgenzio – Luda's church. On façade, Saint Irene statue, sculpture of she-wolf, oak tree symbol of Lecce. Inside, stunning 17th-century altarpieces & chapels, near Duomo & Baroque Cathedral; Roman ampitheatre @ Pza Oronzo,2000 yrs old but found in 1900s; Castello Carlos V- oldest castle in Puglia; Bell tower-71 metres tall- one of tallest in Europe-on good day see Adriatic Sea &mountains of Albania from top. Has lift!; old city.
Cafe Alvino opp old wine mrkt, Alle due Corti tratorria,Ristorante blu notte – lovely interior; Quanto Basta [palermo]; Pasticceria Natale, just outside Garibaldi gardens – try pasticciotto leccese, pastry pie filled with ricotta or egg custard O/N LECCE [cf email neverendingvoyage lecce] Pizza & Co for burrato pizza! Baldo -icecream, DOK supermarket, pasticciotto-filled pastry; rustico (a puff pastry filled with mozzarella, bechamel, and a touch of tomato sauce) and a caffe leccese (an espresso served with ice and sweetened, syrupy almond milk). For anyone with a sweet tooth, the chocolatier Maglie has divine chocolate covered figs. Cf goaskalocal site
MON 15/5: local fresh fish market in early morning? Lecce MKT- PARCO TAFURO; museo hebraico [10-19]; MUST-avant garde art center [10-21,not Mon]; mercato Gionaliero@Porta Rudiae, daily; Settelaquere Via Cesare Abba 36 till1430;covered market, Via del Mercato; Salento St; cf Viator Food Tour - Interfrutta Spa, Angelo della Puccia, @ St Oronzo– rustico, Palmieri St -Roccoco style bldgs; Bottega della Cartapesta (Lecce papier-mâché made according to ancient and complicated 17C technique: mannequin made of straw and iron is scovered in papier-mâché until shaped, then colored.https://fondoambiente.it/casa-noha-eng/ O/N LECCE
Ciceri e Tria- Tria pasta[w chickpeas] caffè Leccese: iced coffee w almond “milk”, though it is actually almond syrup
TUE 16/5: Corigliano d'Otranto >Galatina: Galatina, 18km south of Lecce, is at the core of the Salentine Peninsula’s Greek past. It is almost the only place where the ritual tarantismi (Spider Music) is still practised. The tarantella folk dance evolved from this ritual, and each year on the feast day of St Peter and St Paul (29 June), it is performed at the (now deconsecrated) church. Essential:14C Basilica di Santa Caterina d’Alessandria (Piazzetta Orsini; h4-6.30pm daily, 8.30am-12.30pm Mon-Sat ) interior – frescoes > Nardo Citta Orio/Cisternino - eat capercollo and bombette; Grecia Salentina: Calimera, Martano,
Castrignano dei Greci, Corigliano d'Otranto, Melpignano, Soleto, Sternatia, Zollino, Martignano, Carpignano Salentino and Cutrofiano. Carpignano Salentino &Cutrofiano joined Union in 2007, but haven't spoken original Greek dialect “griko” for 200+yrs.https://www.marthasitaly.com/articles/114/salento-greek-towns-puglia
OTRANTO - most easterly town in Italy?bus=45+55min?: cathedral- 12C mosaic floor [open after 15:00?]Tree of Life; civic clock tower w clock&bell=city emblem; castle tt inspired 1st gothic novel 1764 H.Walpole; lighthouse-Ionian & Adriatic seas meet+most easterly pt Italy. Granita di nonna elvira?
History of LECCE
Lecce è una città situata nella regione Puglia, nel sud-est dell'Italia. La città ha una lunga storia che risale all'antichità. Fu fondata dai Messapi, un popolo indigeno della Puglia, e in seguito fu conquistata dai Romani nel III secolo a.C.Durante il periodo bizantino, Lecce divenne un importante centro culturale e commerciale. Nel XVI secolo, durante il periodo del Rinascimento, la città conobbe un periodo di grande splendore sotto il dominio degli aragonesi.L'architettura barocca della città è uno dei suoi tratti distintivi. La maggior parte degli edifici della città sono stati costruiti durante il periodo barocco del XVII e XVIII secolo. Il Barocco leccese è caratterizzato dall'uso di una pietra calcarea locale, che ha permesso la creazione di decorazioni elaborate e dettagliate.Durante il XIX e XX secolo, Lecce ha subito diverse trasformazioni urbanistiche e culturali, diventando un importante centro turistico e universitario. Oggi, la città è famosa per la sua cultura, la sua architettura e la sua cucina, che riflette la ricca storia della Puglia. Durante il periodo medievale, Lecce fu un importante centro ebraico in Puglia. La comunità ebraica di Lecce si sviluppò in modo significativo durante il periodo normanno, quando molti ebrei giunsero in città dal Nord Italia e dal Sud della Francia.La comunità ebraica di Lecce fu attiva e prospera per molti secoli, producendo importanti figure nel campo della medicina, della filosofia e della letteratura. Tuttavia, nel 1541 la comunità ebraica fu costretta a vivere in un ghetto nel quartiere di San Giusto, situato nel centro storico della città.Durante il periodo del Rinascimento, Lecce fu governata dalla dinastia degli Aragona, che promosse una politica di tolleranza religiosa e di accoglienza degli ebrei. Ciò permise alla comunità ebraica di Lecce di fiorire ancora una volta, e la città divenne un importante centro di studi talmudici.Tuttavia, nel 1545, il re Carlo V espulse tutti gli ebrei dalla città, e la comunità ebraica di Lecce non riuscì mai più a recuperare la sua importanza e la sua prosperità. Nonostante ciò, la presenza ebraica a Lecce ha lasciato un'impronta importante nella cultura e nella storia della citta. Lecce, come molte città della Puglia, ha una lunga storia che risale all'antichità. La città fu fondata dai Messapi, un popolo indigeno della Puglia, nell'VIII secolo a.C. e divenne presto un importante centro commerciale e culturale. Durante il periodo greco, Lecce fu chiamata Lupiae e fu una delle città più importanti della Magna Grecia. La città si sviluppò notevolmente durante questo periodo, grazie al commercio e all'agricoltura. Nel III secolo a.C., Lecce cadde sotto il dominio dei Romani e divenne un importante centro militare e amministrativo. Durante il periodo romano, Lecce conobbe un periodo di grande sviluppo, grazie alla costruzione di importanti opere pubbliche, come strade, ponti, acquedotti e terme. Inoltre, la città divenne un importante centro di produzione di vino, olio e tessuti. Durante il periodo bizantino, Lecce fu un importante centro culturale e religioso. Nel VI secolo, fu costruita la Chiesa di Santa Maria della Grazia, uno dei più antichi edifici religiosi della città.In sintesi, Lecce ha una lunga storia che risale all'antichità e ha conosciuto diverse fasi di sviluppo e di prosperità in diverse epoche, grazie alla sua posizione strategica e alle sue risorse naturali.
https://www.butterfield.com/get-inspired/in-deep-a-brief-history-of-lecce
English:
HISTORY
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